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martedì 27 maggio 2008

È UFFICIALE IL RICONOSCIMENTO DELLE NUOVE PROFESSIONI.

Con la pubblicazione del decreto attuativo sulla G.U. è ormai ufficiale la procedura di riconoscimento delle associazioni professionali in Italia.

È una parte importante delle politiche del lavoro, attuata per iniziativa delle forze del PD nella scorsa legislatura, perché esistono molti nuovi profili professionali nell’informatica, nella comunicazione, nel campo finanziario e tributario, nel turismo, nel fitness, nel settore immobiliare e in molti altri campi dell’economia della conoscenza e dei servizi, che meritano di essere riconosciuti e responsabilizzati dinanzi al mercato e alla società.

Si è affermato così, accanto ad ordini e collegi, il secondo pilastro delle nuove professioni, adeguando all’evoluzione della realtà il sistema italiano delle professioni.

Naturalmente occorre completare il quadro complessivo della riforma delle professioni precisando che non può esserci abuso di titolo e definendo gli assetti delle competenze.

Tuttavia il PD ritiene che oggi si sia compiuto un passaggio di grande rilievo per la modernizzazione delle professioni italiane.

giovedì 27 marzo 2008

Il Parco dei Vestini...un progetto importante per l'Abruzzo interno

ND: Riporto questo comunicato dell'On Pierluigi Mantini. Sono completamente d'accordo con lui. L'importante è che viene implementato con professionalità e senza conflitti "di parte".

Joshua


TURISMO: MANTINI, IL PARCO DEI VESTINI SARÀ UN SUCCESSO


Il protocollo di intesa siglato a Roma presso il Ministero dei Beni Culturali e il finanziamento CIPE segnano il concreto avvio del Parco Archeologico dei Vestini, un progetto di grande rilievo sul piano culturale e turistico.

Gli importanti ritrovamenti archeologici in occasione dei lavori di ampliamento della SS 17 hanno arricchito un patrimonio già di straordinario rilievo che illumina il ruolo della società dei Vestini, in specie tra XI e il IV secolo A.C.

La storia dei popoli preromani resta un capitolo non del tutto esplorato e costituisce un racconto di grande fascino a livello mondiale.

Ora il Parco Archeologico dei Vestini deve assumere due direttrici: quella dei programmi, e delle risorse, per il completamento degli scavi, che già vede bene impegnate la Direzione Regionale e le Università; e quella relativa alla progettazione del Parco, dei punti di fruizione e di informazione, dei collegamenti tra i siti più rilevanti, da Peltuinum a Penne, attraverso l’Altopiano di Navelli.

Occorrono buone professionalità e una seria programmazione, limitando le inutili conflittualità politiche.

A queste condizioni sono certo che il progetto potrà avere un notevole successo anche sul piano economico e turistico per l’intero territorio.

Spetta ora alle amministrazioni locali la corretta presentazione dell’iniziativa e la discussione con i sindaci e la popolazione.

Gli agricoltori non hanno nulla da temere perchè il Parco Archeologico dei Vestini non sarà invasivo e, al contrario, potrà valorizzare in modo assai positivo il contesto territoriale.

giovedì 31 gennaio 2008

LE SFIDE DELL’ABRUZZO “GLOCALE”

dell'On. Prof. Pierluigi Mantini(Il Centro, 15 gennaio 2005)

L’Abruzzo, letto attraverso i numeri, registra una fase economica negativa. La disoccupazione, secondo l’Istat, è aumentata di mezzo punto percentuale: dal 5,3% nel terzo trimestre del 2003, al 5,8% nello stesso periodo del 2004. In numeri concreti vuol dire che l’occupazione netta in Abruzzo ha subìto una flessione di 17 mila posti nel periodo. Un dato superiore alla flessione media nazionale.
Un altro dato su cui riflettere è che l’Abruzzo ha avuto una delle maggiori crescite, in termini assoluti, nel settore del lavoro temporaneo, con conseguente aumento della precarietà. Il lavoro atipico, oltre a diminuire il senso di sicurezza delle famiglie, ha un effetto negativo sui consumi in quanto una mancanza di sicurezza sugli introiti, e la difficoltà di accesso al credito per chi svolge un lavoro atipico, rallentano gli acquisti: dalle prime case, alle automobili agli altri generi di consumo.
Dall’ultima classifica annuale “Dossier sull’Italia” del Sole 24 Ore (2005 ndr) , le quattro Province abruzzesi hanno visto peggiorare la loro posizione. L’Aquila è al 46° posto (-11 posizioni), Chieti al 54° posto (-1), Pescara è al 68° posto (-8) e Teramo è al 60° (-13). La analoga classifica di Italia Oggi, di poche settimane precedente, ha purtroppo dato un quadro simile. Certo, ci sono province dell’Italia meridionale che soffrono in fondo alla classifica e altre che hanno perso più posizioni. Ma altre regioni e province, con un’alta presenza di zone alpine e appeniniche, sono invece in cima alla classifica: per esempio Trento, che ha guadagnato 10 posizioni piazzandosi terza mentre Aosta è seconda, per tenore di vita e Lecco, Prato e Reggio Emilia sono in testa per affari e lavoro. Questi successi da parte di città comparabili, specialmente per quanto riguarda Trento e Aosta, sono anche frutto della loro storia recente.
Invece di consolarci perché gran parte del centro sud va peggio, dobbiamo confrontare le loro “best practices” e adattarle alle peculiarità delle città abruzzesi. Dobbiamo cogliere ciò che meglio ci aiuta a creare nuove ricchezze e benessere, mantenendo le nostre peculiarità. A differenza di ciò che è stato sinora, la regione Abruzzo ha bisogno di una nuova leadership che abbia progetti, obiettivi, e soprattutto una visione forte e condivisa, proiettata verso il futuro. Questa è la vera sfida che l’Abruzzo deve assumersi. E la sfida può avere un nome: “Abruzzo glocale”.
Il fatto che la regione sia uscita dall’Obiettivo 1 dell’UE è oramai un fatto consolidato, e con l’allargamento a 25 anche molte regioni del sud saranno obbligate a rinunciare all’accesso privilegiato a fondi strutturali dall’Europa e a partecipare ad un gioco più ampio e più duro.
Il turismo, spesso sbandierato come uno dei settori da privilegiare non ha avuto un’estate brillante. Arrivi e presenze sono diminuiti complessivamente al mare (-0,1% e -3%), e sulle montagne (-14,8% e -14,7% ). La flessione delle presenze nelle aree interne è particolarmente preoccupante in quanto il turismo di qualità delle aree interne italiane è uno dei settori a maggiore tasso di crescita (prevedibilmente anche nel prossimo decennio). Il turismo sostenibile delle aree interne dovrebbe diventare uno dei motori di sviluppo di tali aree, contribuendo così anche a frenare lo spopolamento dei centri minori e incentivando l’aumento dei valori immobiliari in tanti comuni che è attualmente vicino allo zero.
Turismo, ambiente, infrastrutture, qualità della vita sono, insieme, un asset fondamentale che l’Abruzzo deve valorizzare in modo assai diverso e maggiore di quanto non abbia fatto in questi anni. Solo per fare un esempio, tra i molti, non ci si può accontentare di lasciare sulla carta i PRUSST dell’Abruzzo costiero, “La città lineare”, e quello delle aree interne, “ le città dei parchi”, che pure prevedono un complesso di azioni di grande rilievo.
Occorre una sfida virtuosa per realizzare i programmi non solo per scriverli! E l’Abruzzo deve investire molto di più nel proprio capitale umano. Abbiamo Università, alcuni poli tecnologici e una vasta platea di knowledge workers, lavoratori della conoscenza, anche nei ceti professionali, spesso sottoutilizzati, soprattutto tra i giovani. Le professioni tradizionali che si trasformano in mille specializzazioni e le nuove professioni che si affermano, sono la parte più dinamica e moderna dei nostri mercati del lavoro (circa il 20% in termini di addetti e di PIL).
Vanno sostenuti con lungimiranza, non solo con riforme nazionali che non si vedono, ma anche con politiche regionali: come ha fatto Illy, nel Friuli Venezia-Giulia, con l’Assessorato alle Professioni e al Lavoro.
Occorre sostenere società di servizi professionali e reti dei saperi in grado di competere e di vincere. Questo è il cuore dell’Abruzzo “glocale”, che cresce nella globalizzazione con le sfide della conoscenza e delle professioni valorizzando nel contempo le qualità locali del suo territorio.
Per fare questo, e molto altro ancora, è però necessaria una maggiore qualità dell’azione pubblica: più etica e più competenza. Gli ultimi fatti, compresa la cd. legge anti-D’Alfonso, non vanno in questa direzione. La campagna elettorale è alle porte e molti programmi politici saranno scritti. A riguardo mi permetto di ricordare due cose. La prima, è l’ “Abruzzo glocale”, di cui ho appena scritto: non può mancare, in alcun programma. La seconda, è quanto era solito ricordare Sturzo: i programmi politici non si scrivono, si vivono.